Dieci incontri.
Dieci mattine in cui ci siamo alzati presto – molto presto. Un tappetino in schiuma sotto il braccio, l’aria ancora fresca, i primi colori del giorno che sfioravano il piazzale della nostra sede. Dieci mattine in cui, prima di entrare nel vortice delle mail, delle scadenze, dei mille pensieri, ci siamo concessi qualcosa che – anche se all’inizio poteva sembrare solo un’attività “extra” – è diventata molto di più. È diventata uno spazio nostro.
GuttaWell è nato così, un po’ come un esperimento. Un’estensione naturale e quasi spontanea del nostro GuttaSport, che negli ultimi anni ci ha fatto correre dietro a palline da tennis, schiacciare nei tornei di padel e tuffarci nella sabbia con il beachvolley (spoiler: non vediamo l’ora di tornare con il GuttaVolley nei mesi di giugno e luglio!).
Ma stavolta il campo era diverso: non si trattava di vincere o sudare (anche se qualche muscolo ha fatto il suo dovere!), ma di rallentare.
Di ascoltarsi.
Di sentirsi.
E di farlo insieme.
All’inizio non tutti sapevano cosa aspettarsi.
Alcuni si erano iscritti per curiosità, altri per regalarsi un momento per sé, altri ancora solo per provare, come hanno detto Mauro e Stefano.
Ma la cosa più importante è che, sentendo Sandra e Giorgia, l’esperienza complessiva del nostro GuttaWell è andata oltre alle aspettative.
“Mai fatto nulla di simile, ma avevo una buona dose di curiosità.” – Stefano
E proprio dentro quella curiosità, in quelle aspettative indefinite o disattese, è nato qualcosa di autentico.
Un gruppo.
Un rito.
Una piccola comunità che ha condiviso respiri, risvegli, silenzi, sorrisi e qualche goccia di sudore.
C’è stato chi ha scoperto che il proprio corpo aveva bisogno di muoversi diversamente.
Chi ha iniziato la giornata con una centratura nuova.
Chi si è stupito nel sentire benefici reali già dopo poche sessioni: più mobilità, meno tensione, una postura più viva, un umore più leggero.
Sicuramente Francesca, dopo molte di queste sessioni, lì ha sentiti tutti.
Anche l’orario, sfidante per qualcuno, ha regalato qualcosa in cambio.
“Le lezioni mi sono piaciute a tal punto da continuare a partecipare fino all’ultima, anche con la sveglia alle 5:30.” – Sandra
GuttaWell ha mostrato, senza grandi proclami, che anche in azienda si può coltivare uno spazio di cura condiviso, dove il benessere non è solo una voce a bilancio, ma una scelta culturale.
Un gesto collettivo.
Una nuova lente con cui guardare sé stessi, e anche gli altri.
“L’idea di farmi un po’ di coccole in compagnia di persone positive; i gruppi che si creano in palestra o simili sono formati da estranei, fare attività con i colleghi (anche se si conoscono poco) fa famiglia.” – Giorgia
Nel mezzo di tutto questo, si sono create connessioni.
Quelle che nascono in silenzio, tra un’esercitazione di equilibrio e una meditazione guidata, e che rendono le relazioni professionali più vere.
Anche perché, diciamocelo, condividere un’ora di yoga con chi di solito incrociamo solo nei corridoi con il badge al collo, cambia le cose. Rende le persone… più persone. Toglie un po’ di formalità, aggiunge fiducia.
E poi, il piacere semplice delle sessioni all’aperto, il viso scaldato dalle prime luci dell’alba, la brezza mattutina, il canto degli uccellini in sottofondo.
GuttaWell non è stata solo una pausa. È stato un messaggio.
Un invito a ricordare che non bisogna aspettare di stare male per iniziare a volersi bene.
Che si può essere produttivi senza essere costantemente sotto pressione.
Che lavorare bene significa anche stare bene.
E che a volte basta poco per fare la differenza: un’ora a settimana, un tappetino, una respirazione consapevole, qualcuno che ci guidi.
E adesso?
Abbiamo raccolto idee per il futuro. Tante. Ricche. Curiose.
“Qualche corso sull’alimentazione sana e riduzione sprechi o giornate a tema wellness food.”
“Le camminate mattutine non sarebbero male, ma anche continuando così va benissimo.”
“Mindfulness è un tema molto interessante.”
“Gestione dello stress”
E soprattutto, un desiderio unanime: che GuttaWell continui.
E allora sì: continuerà.
Con nuove idee, nuovi formati, nuove energie.
Ma con lo stesso spirito che ha animato queste dieci mattine: quello di un’azienda che crede che le proprie persone vengano prima di tutto. E che il benessere sia un bene comune.
Tanti grazie, uno solo lo spirito.
I messaggi raccolti a chiusura del percorso GuttaWell parlano chiaro: c’è stata gratitudine, apprezzamento sincero e anche qualche suggerimento concreto per migliorare le prossime edizioni.
Roberto ha colto l’essenza di tutto il progetto in una frase che vale oro: “Grazie per l’impegno che vi ponete per prendervi cura di noi.”
Ma il grazie più grande va a tutte le persone che hanno scelto di esserci. Perché svegliarsi presto per dieci mattine non è stato facile. Eppure l’abbiamo fatto, con pazienza, costanza, con la voglia di ritagliarci uno spazio per noi stessi e, allo stesso tempo, di condividerlo con qualcun altro. Di metterci in gioco, con curiosità, magari senza sapere bene cosa aspettarci, ma con la fiducia che ne sarebbe valsa la pena. E così è stato.
Infine, un enorme grazie alla nostra insegnante, che ha saputo accompagnarci con attenzione e sensibilità in questo percorso: portando ogni volta proposte diverse, modulando gli esercizi in base ai gruppi e ai livelli, creando un clima in cui ci si è potuti sentire accolti, rispettati, ispirati. Ha portato con sé leggerezza, pazienza, energia, empatia e soprattutto una voglia autentica di fare gruppo, di aiutarci a costruire benessere – un allungamento alla volta, un respiro alla volta.
GuttaWell è stato un inizio. Un seme. Una promessa.
E come tutti i semi ben piantati, siamo certi che darà ancora frutto.
Questa è la Guttadauro che stiamo costruendo, insieme.