GuttaVolley 2025: lo sport che ci ha fatto giocare, ridere e sentire squadra, ancora una volta

Dopo il successo dello scorso anno, siamo tornati in campo… e anche questa volta l’energia, la partecipazione e l’entusiasmo ci hanno travolti.

Quest’estate GuttaVolley è tornato con la release 2.0… e ha confermato tutto quello che ci ricordavamo dall’anno scorso. I campi e la sabbia sono stati ancora una volta il punto d’incontro di colleghi, amici e curiosi. Ogni partita ha avuto la sua storia: giocate spettacolari, errori che hanno fatto ridere tutti (o quasi), e momenti in cui non importava chi vincesse, ma solo che fossimo lì, insieme.
Sapevamo di voler replicare l’iniziativa, ma viverlo di nuovo ci ha fatto capire quanto queste giornate abbiano un valore che vada oltre il semplice sport.


Ascoltare e migliorare

Nei mesi scorsi abbiamo raccolto tanti feedback. Alcuni ci avevano chiesto di organizzare più partite, altri di pensare a chi non gioca ma vuole vivere comunque l’esperienza… C’è stato chi ha proposto di creare momenti per socializzare anche fuori dal campo, e noi abbiamo preso tutto sul serio, come sempre. Abbiamo accolto queste idee con gratitudine e, anche quest’anno, le abbiamo trasformate in realtà.


Un clima che ha fatto bene a tutti

Anche quest’edizione è stata più di una semplice serata dove “Tesoro, stasera ricordati che ho il beachvolley!”. È stata una pausa rigenerante alla fine delle giornate di lavoro, la solita occasione per scoprire lati nuovi dei colleghi, per conoscersi meglio e condividere risate che, forse, non avremmo mai avuto di apprezzare nel nostro stabile orizzontale.
C’era chi arrivava con la maglietta già sudata per il riscaldamento e chi, invece, veniva con la birra in mano, pronto a fare il tifo dalla panchina. Tutti, in modi diversi, hanno fatto parte di un’energia comune che si sentiva nell’aria.
Un’energia che già serpeggiava nei corridoi dei giorni precedenti alle partite e che, man mano che si avvicinavano le serate, cresceva fino a diventare un entusiasmo palpabile.

“Il vero spirito di GuttaVolley non si è misurato nei punti segnati o nei set vinti. Lo abbiamo visto nei sorrisi a fine partita, nel supporto reciproco quando una giocata non andava come previsto, nel sentirsi parte di qualcosa di più grande. Lo sport è diventato, ancora una volta, un linguaggio universale che ci ha insegnato a collaborare, comunicare e sostenerci a vicenda. E sono queste lezioni a rimanere con noi, ben oltre il campo.”


Ricordi che restano

Difficile dimenticare certi momenti. Come la volta in cui una palla è finita in un posto improbabile e, invece di interrompere il gioco, tutti si sono messi a ridere. O quel pomeriggio in cui il pubblico era più numeroso dei giocatori in campo. O quella sera in cui un temporale improvviso ha interrotto la partita e, invece di fermarsi, tutti hanno continuato a palleggiare sotto la pioggia, trasformando il campo in un momento da film, senza dare troppo peso al fatto che il pallone, intriso d’acqua e ricoperto di sabbia, fosse diventato una piccola sfida in più… ma anche parte del divertimento.

Piccoli episodi dal grande significato: la conferma che la bellezza di GuttaVolley sta nella spontaneità.

“Ogni estate porta con sé un’energia particolare, un’esperienza sempre diversa, ma quella di GuttaVolley è unica. È l’energia di chi gioca per divertirsi, di chi tifa senza voce, di chi si ferma a fare due chiacchiere tra un set e l’altro. È la somma di tutte le emozioni, grandi e piccole, che ci fanno sentire parte di una comunità viva e vibrante.”


Il nostro invito… anche per il futuro

Questa edizione si è chiusa, ma il ricordo resta vivo. E resta aperta la porta per tutti: per chi vuole mettersi in prima linea a giocare e per chi ha la curiosità di vedere com’è l’atmosfera negli altri “angoli” della nostra realtà, di scoprire lo spirito che anima le diverse business units e il clima che ci accomuna. Perché GuttaVolley non è stato solo un evento: è stato un modo per sentirci parte di qualcosa che, insieme, costruiamo ogni giorno. Un’esperienza che continua ad aleggiare nei nostri corridoi aziendali e che, come una buona storia raccontata e tramandata, vive già come “leggenda” tra le persone che fanno parte del nostro ecosistema… e tra quelle che si uniranno a noi nei prossimi mesi.