Lo abbiamo chiamato GuttaFit. Potevamo chiamarlo anche GuttaFlood, almeno fino alla mattina stessa, quando le previsioni sembravano più adatte a un piano di evacuazione che a un evento estivo.
E invece no: il cielo ci ha graziati.
E il nostro piazzale si è trasformato, di nuovo, in qualcosa di diverso: uno spazio in cui stare bene, imparare qualcosa di nuovo e, perché no, mangiare sano senza sentirsi in punizione.
Al centro della serata:
il benessere
Quello vero, che non si improvvisa il lunedì con un’insalata svogliata, ma si costruisce ogni giorno con scelte più consapevoli.
Una vera e propria lezione, pensata per dare strumenti concreti e sfatare miti che tutti, almeno una volta, ci siamo chiesti: “La pasta la sera si può mangiare? Il pane fa davvero ingrassare? E l’aspartame?” (spoiler: no, no, e ne riparliamo con calma).
A guidarci il Dott. Luca Lozza, un Coach Nutrizionale con una dote rara: saper spiegare i concetti più complessi senza giudicare e senza farci sentire in colpa per l’ultimo panino mangiato al McDonald’s.
I suoi non sono semplici piani alimentari, ma percorsi formativi pensati per dare alle persone strumenti concreti e conoscenze utili per diventare autonome nelle proprie scelte. Ogni percorso è costruito su misura, sostenibile e adattato alla vita reale, perché il cambiamento funzioni davvero e duri nel tempo.
Per Luca, intraprendere questo cammino significa fare un investimento su se stessi: sulla propria salute, sul proprio benessere e sul rispetto verso sé stessi.
Grazie alla sua esperienza in nutrizione e scienze motorie, offre soluzioni pratiche, basate su evidenze scientifiche, con un obiettivo chiaro: aiutare ognuno a raggiungere il proprio pieno potenziale.
È stata una lezione frontale, sì. Ma tutt’altro che accademica
Il tutto affrontato con un tono diretto, accessibile, mai giudicante. Nessuna slide da incubo, nessun tecnicismo che ti fa venire voglia di scappare verso il buffet (che poi, spoiler n.2: non sarebbe stata una brutta idea, visto il menù).
Solo uno scambio diretto, accessibile, pratico.
Abbiamo parlato di tutto: colazioni, latticini, CocaCola Zero, fame nervosa, integratori, ritenzione idrica.
E per una volta, nessuno si è sentito giudicato perché non beve i due litri d’acqua al giorno che tutti raccomandano.
Quattro i pilastri del percorso:
🥗 Alimentazione consapevole
🏃♂️ Movimento e attività fisica
🧘♀️ Gestione dello stress
🌙 Stile di vita e sonno
Il tutto affrontato con un tono diretto, leggero, coinvolgente.
Un momento per fare chiarezza, ma anche per farsi domande – di quelle che di solito restano lì, tra una giornata piena e una cena improvvisata.
Il messaggio più forte? Che ogni corpo è diverso
E che non esiste un’unica strada giusta. Serve ascolto, pazienza, e la libertà di non farcela sempre. Un bel cambio di prospettiva, soprattutto per chi era arrivato convinto che “benessere” fosse sinonimo di “restrizione” (spoiler n.3: non lo è).
A rendere tutto più concreto è stato il momento più atteso da molti: la cena.
Ma non una cena qualsiasi. Un buffet organizzato per aree – carboidrati, proteine, grassi buoni, verdure, frutta – in cui ognuno ha potuto comporsi il proprio piatto, supportato da camerieri dedicati e da un principio semplice: mangia quello che ti fa stare bene, ma sappi perché lo stai facendo.
E diciamolo: vedere un buffet “fit” che non assomigliava a una mensa da ospedale è già una piccola rivoluzione.
Colorato, gustoso, equilibrato. Con piatti belli da vedere e buoni da mangiare. Senza sensi di colpa, senza rinunce.
C’era anche il dolce e no, nessuno è stato sgridato per averlo preso due volte.
Il tutto condito da divanetti, tavoli alti e bassi, poltroncine comode, luci soffuse e una disposizione informale, pensata per farci sentire più a casa che a lezione.
Un allestimento senza “posti in prima fila”, perché in prima fila per una volta lo eravamo tutti.
GuttaFit è stato questo:
un momento per fermarsi e ascoltarsi
Per stare bene, senza ansia da prestazione.
Per ricordarci che prendersi cura di sé non deve essere complicato, perfetto o costoso.
Ma può e deve essere possibile. E magari anche piacevole.
Dopo GuttaWell, GuttaSport, GuttaBeach… anche questo appuntamento ha aggiunto un tassello a un percorso che ha sempre lo stesso obiettivo: stare meglio, insieme.
Come persone, come gruppo, come team.
Perché il benessere, quello autentico, non lo insegni con le slide. Lo costruisci condividendo un piatto, ascoltando una domanda, facendo due risate mentre cerchi di capire se l’olio extravergine va contato nei grassi buoni o in quelli “buonissimi”.
E allora sì, possiamo dirlo: stiamo andando nella direzione giusta. Non verso la perfezione (e va bene così), ma verso la consapevolezza. Un passo alla volta. Un evento alla volta. Un buffet ben pensato alla volta.